Stress da rientro in Ufficio dopo le festività come limitare i danni

 

La ripresa dell’attività lavorativa e della routine viene spesso vissuta in modo traumatico. Meglio affrontarla con qualche accorgimento.

Vecchie dinamiche lavorative, traffico, orari rigidi e magari ai “traumi” che causano lo stress da rientro si aggiungono, per molti, i problemi economici. I consigli della psicologa di Humanitas Emanuela Mencaglia, per rielaborare questo piccolo lutto ed affrontare con slancio la quotidianità.

Da una situazione di non-stress allo stress 
“Per coloro che sono capaci di fissare e mantenere buoni propositi, questo è il momento migliore per organizzarli in una vera e propria ‘scaletta’. Tornando da una situazione dove si vive in totale libertà, senza orari, dedicandosi solo al divertimento, allo svago e al relax, il processo di riadattamento alla quotidianità, alle regole e alla routine può divenire un vero stress: come, ad esempio, essere svegliati dal suono della sveglia, invece che nel magico momento in cui il nostro fisico lo richiede, seguendo i ritmi biologici naturali”.

Esiste una ricetta per atterrare sul morbido? 
“Si tratta essenzialmente di consigli ispirati al buon senso, ma di cui occorre tenere buon conto. Primo: mantenere vivo il ricordo delle cose piacevoli, ammesso che le vacanze abbiano lasciato ricordi positivi. Secondo: cercare di darsi dei tempi di rientro che prevedano anche delle pause. Terzo: prolungare l’effetto vacanza organizzando, al di fuori dei tempi lavorativi, uscite serali con gli amici e, se c’è la possibilità, ritornare nei luoghi di villeggiatura per un breve week-end od organizzare momenti all’aria aperta per una gita fuori porta. Quarto: avere rispetto dei propri ritmi, forse dimenticati durante le vacanze, impegnandosi a rimettere un po’ di ordine nella quotidianità dopo gli strappi estivi.”

Peso dieta e tintarella: un aspetto fisico diverso può creare stress? 
“C’è chi sfrutta le vacanze per rimettersi in forma e chi invece si concede vizi e stravizi. Tornare con qualche chilo in più, sebbene nascosto dall’abbronzatura, può provocare un po’ di malumore quando l’abbronzatura se ne va, e i pantaloni si chiudono con fatica. Il consiglio è di ritornare ad uno stile di vita sano, seguire un’alimentazione equilibrata e fare attività fisica anche a casa per sostituire le passeggiate, le nuotate piuttosto che le partite di pallavolo in spiaggia”.

Ci sono anche persone che non traggono beneficio dalle vacanze e che quindi vivono il ritorno alla routine come un sollievo? 
“Sì. Per molti le ferie non sono un’esperienza positiva. Si tratta di coloro che vivono la vacanza con ansia e frustrazione, perché non riescono a ‘staccare la spina’ o perché sono costretti a trascorrere il periodo nel modo non desiderato. Per loro il rientro significa essere finalmente a casa. Per tutti gli altri invece le energie positive accumulate in ferie possono essere utilizzate per affrontare lo stress che il lavoro comporterà, traendone un beneficio simile a un ‘lento rilascio'”.

In che modo è meglio “tornare in riga”? 
”Prima si torna a uniformarsi alla realtà quotidiana e prima si recupera una dimensione di stabilità. Certo, a volte è difficile accettare le vecchie costrizioni e le vecchie regole. Ma occorre considerare che, quella che ritroviamo dopo le ferie, è la stessa vita che abbiamo lasciato e, se qualcosa non ci piace, è bene che si provi a migliorare la situazione, almeno fino a dove arrivano le nostre possibilità. Questo è un modo abbastanza efficace per sopportare il bisogno di fuggire che ogni tanto ci assale!”.

Come influisce la fine della bella stagione sull’umore? 
“Purtroppo ci si mette anche il clima a farci sembrare la fine dell’estate un piccolo incubo. Il minor calore, la luce più scarsa e il cambio di stagione possono influenzare negativamente l’umore, e non soltanto nei soggetti depressi. In questo senso sono di grande beneficio l’attività fisica e lo stare all’aria aperta. Anche se arriva l’autunno, consiglio di evitare di chiudersi tra quattro mura”.

Pare che quest’anno si aggiunga al resto degli ostacoli che troveremo al ritorno alla vita “normale” una particolare carenza di soldi: carovita, bollette salate, inflazione, stipendi magri. In che modo i problemi economici influiscono sull’umore e sull’equilibrio? 
“Oggi le difficoltà quotidiane si sommano spesso a quelle economiche, ovviamente peggiorando l’umore: è difficile pensare positivo quando si è costretti a fare delle scelte. Oggi, con l’aumento delle spese, ci si trova a rinunciare non più solo a cose futili, a quelle concessioni, più o meno piccole, che ogni tanto potevano dare una mano a sollevare le sorti di giornate o periodi ‘difficili’, ma dobbiamo imporci di limitare anche le spese quotidiane, cercando ciò che realmente ci serve tra le offerte più convenienti o meno costose”.

In che modo possiamo affrontare questa difficoltà? 
“Non dobbiamo dimenticare che per qualcuno questa modalità è l’ordine del giorno, ma per quelli che si stanno trovando ora in questa situazione si possono provare alcune strategie per ‘addolcire il boccone’: provare a recuperare oggetti dimenticati (come borse, scarpe, vestiti) o che si pensavano ‘da eliminare’, e cercare di ringiovanirli con un restyling personale; promuovere lo ‘scambio’ con amici, colleghi; cercare nei mercatini e utilizzare la propria creatività per reinventare le cose. Oppure concedersi la possibilità di fare delle passeggiate nel tempo libero anche nella propria città, provando a viverla da ‘turista’, vivendo i parchi, le zone verdi. Insomma cercare di reagire all’impossibilità con la creatività, tentando di inventare delle soluzioni che possano, già solo nell’averle pensate, darci delle soddisfazioni”.

A cura della Redazione Humanitas Salute

 

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